Da LinkedIn
Lean, Six Sigma o Theory of Constraints?
Vedo un po' di confusione e qualche fraintendimento su come funzionano Lean, Six Sigma e Theory of Constraints.
In questo schizzo riassumo che cosa cercano di ottenere queste "filosofie" e dove vanno applicate all'interno del vostro "sistema".

In poche parole:
- T.O.C.: in ogni sistema c'è un bottleneck (uno, e uno solo). Trovatelo, allargatelo il più possibile, e aumenterete il throughput dell'intero sistema, con le stesse risorse!
- Lean: fatelo scorrere! Il Lean serve a ridurre il tempo tra l'ordine e l'incasso, eliminando tutte le attività che non aggiungono valore.
- Six Sigma: riducete la variabilità del processo impostando correttamente gli input (possibilmente come risultato di un DOE) e tenendoli sotto controllo (gli input, non gli output!). Il risultato è una drastica riduzione degli scarti.
(Personalmente penso che "Lean Six Sigma" non abbia molto senso: il primo guarda alla capacità di tutto il sistema di scorrere senza intoppi, il secondo alla riduzione della variabilità di un singolo processo dentro il sistema.)
Dove si possono applicare queste filosofie? Nella manifattura, nei servizi… ovunque vogliate guadagnare molto e sbaragliare la concorrenza!
In che ordine introdurle? Personalmente penso che vadano introdotte nell'ordine in cui le ho scritte:
- Theory of Constraints
- Lean
- Six Sigma
Voi che cosa ne pensate?